Calcolare la redditività di un immobile: ecco come fare

30 Ottobre 2020

Vorresti acquistare un immobile ed essere sicuro che possa darti un ritorno negli anni successivi?

Hai quindi bisogno di calcolare la redditività, ma non hai idea da dove iniziare?

Se queste sono alcune delle domande che ti frullano per la testa, iniziamo col dirti che finalmente hai trovato l’articolo giusto.

 

Il momento storico è piuttosto particolare. I prezzi sono ai minimi, sembra che ci sia un accenno di ripresa, ma la situazione è ancora un grande punto di domanda. Ecco allora perche è necessario partire dalle basi. Ovvero, il motivo che ci ha spinti a scrivere questo articolo. Mettiti comodo e seguici, andiamo a scoprire come calcolare la redditività di un immobile.

 

L’importanza di una valutazione precisa

In molti commettono l’errore di considerare gli investimenti come un terno al lotto, qualcosa che non si può prevedere. Questo non vale per nessun settore e tanto meno per l’immobiliareSe stai pensando di comprare un immobile per riceverne un ritorno economico è fondamentale eseguire una valutazione precisa, sia per il breve che per il lungo periodo. Soltanto calcolando la redditività di un immobile, ti sarà possibile prevedere il ritorno dell’investimento.

Sono diverse le informazioni che bisogna analizzare prima di acquisire un immobile. Come per esempio quanto l’immobile è appetibile, quali sono i possibili cambiamenti della zona. L’informazione più importante in assoluto è senza dubbio il tasso di rendimento o di redditività dell’immobileQuesto tasso permette a coloro che ne sono interessati di capire quanto potrà essere il ritorno dell’investimento e quindi confrontare diversi immobili e capire quale valga pena acquisire.

Ma come si calcola il tasso di rendimento di un immobile?

Calcolare il tasso di rendimento di un immobile

Questo processo si suddivide in tre fasi distinte:

  • Calcolo del reddito lordo annuo
  • Sottrazione dei costi operativi
  • Divisione per il prezzo dell’acquisto

Andiamo passo per passo e scopriamo cosa bisogna fare in ognuna di queste fasi. Si parte dal calcolo del reddito lordo annuo dell’immobile. Il tuo obiettivo è quello di incassare denaro mettendo l’immobile in affitto. Facciamo un esempio pratico, così da arrivare subito al punto.

Ipotizziamo che vorresti mettere in affitto il tuo immobile per una cifra di 600 euro al mese. Il reddito lordo annuo sarà 600 x 12 = 7200 euro. Il passo seguente è quello di sottrarre i costi operativi, perché essere il proprietario di un immobile significa anche avere dei costi. Ecco quali potrebbero essere: gestione, manutenzione, assicurazione e tasse. Devi individuarli tutti e sottrarli dal reddito lordo.

Facciamo un esempio pratico. Hai calcolato che ogni anno i tuoi costi saranno 600 euro per la gestione dell’immobile, 300 euro di manutenzione, 250 euro di tasse e 450 euro di assicurazione. Ora sottraiamo queste cifra dal reddito lordo, che era 7200 euro. Quindi: 7200 - 600 - 300 - 250 - 450 = 5600 euro. Questo è il reddito netto del tuo immobile.

Il passo finale consiste nel dividere per il prezzo d’acquisto. Il tasso di rendimento è dato proprio dal rapporto tra il reddito netto e il prezzo originario dell’immobile. Siccome il tasso viene espresso in forma percentuale, la formula che hai bisogno è la seguente: (reddito netto/ prezzo d’acquisto) x 100. 

Mettiamola in pratica. Ipotizziamo che il tuo immobile sia costato 80.000 euro. Il tasso di rendimento sarà: (5.600/80.000) x 100 = 7 %. 

 

Il tasso di rendimento non è tutto

Ecco fatto, ora ha il tasso di rendimento e puoi confrontare questo immobile con altri e poi decidere quale valga la pena di essere acquistato. Non commettere però l’errore di fermati qui. Il tasso di rendimento non è la soluzione a tutto. 

Ci sono altri fattori che devi considerare. In molti considerano l’investimento immobiliare come uno dei più semplici, ma non è affatto così. Ci sono un sacco di cose da tenere in considerazione, come per esempio il potenziale di crescita del reddito che l’immobile produce, le variazioni del valore dell’immobile e i cambiamenti del mercato o della zona dove l’immobile è stato costruito.

Inoltre, un altro elemento che il tasso di rendimento non tiene in considerazione è il rischio futuro. Il prezzo dell’affitto potrebbe aumentare o diminuire nel corso del tempo, mentre le spese potrebbero crescere vertiginosamente e trasformare l’immobile in una spesa invece che una fonte di denaro. Purtroppo il tasso di rendimento non permette di fare nessun tipo di previsione futura. Nonostante questo e la complicata situazione economica, l’investimento immobiliare è ancora una delle migliori possibilità per ottenere un ritorno costante.

 

 

Eccoci arrivati alla conclusione dell’articolo. Abbiamo scoperto insieme come calcolare la redditività di un immobile, perché è utile il tasso di rendimento e quali sono gli altri fattori che bisogna considerare quando si decide di investire in un immobile. Siamo sicuri che ora hai le basi per lanciarti in questa sfida. Se hai dubbi o domande non farti problemi a contattarci. Clicca qui e saremo lieti di darti una mano.